| Nell’ambito dell’operatività di SKAI, progetto di cooperazione istituzionale e culturale tra Italia e Albania, la musica ancora una volta si rivela arte universale e si innesta su un antico percorso di Egnatia, grazie anche ad un ciclo di incontri/confronti per riaffermare le diverse identità culturali ed integrarle. In sintesi è stata la filosofia che ha spinto il gruppo operativo del progetto a programmare un interessante workshop cominciato in Albania il 21 agosto e conclusosi il 24 agosto a Voskopoje a pochi chilometri da Berat. Questo primo appuntamento, organizzato da un gruppo misto italo-albanese (con la partecipazione attiva dei partners: Comune di Noci, Associazione Culturale Acuto – Parco Letterario Formiche di Puglia “T. Fiore”, Comune di Tirana, Associazione “Miqte e Muzikes” di Tirana, Accademia delle Arti di Tirana), è riuscito nel proprio intento, ovvero coinvolgere il substrato sociale di una piccola comunità, puntando soprattutto sui giovani e sulle donne attraverso il valore condiviso della musica come linguaggio universale. Particolare importanza all’iniziativa è data proprio dal fatto che, per la prima volta, essa era promossa dal Centro Cultura e Sviluppo (inaugurato solo il 20 giugno scorso a Tirana nell’ambito di SKAI) in collaborazione con il partenariato di progetto. Il workshop, dopo un iniziale momento di confronto tra i diversi partecipanti, ha puntato alla costituzione di tre gruppi di lavoro di giovani misti italo-albanesi, seguiti, rispettivamente, da professionisti del settore quali Antonio Tinelli, docente di clarinetto presso il Conservatorio di Musica di Matera, nonché SKAI project manager per il Comune di Noci, e Pjeter Guralumi, docente di musica da camera presso l’Accademia delle Arti. L’occasione è stata molto proficua anche per scambiare visioni e conoscenze rispetto alle differenti scuole culturali tra l’Italia e l’Albania. “Certe considerazioni registrate - sottolinea il prof. Guralumi - costituiscono un importante fonte analitica per il Centro Cultura e Sviluppo di Tirana che potrà così attraverso una propria programmazione sostenere eventualmente altre azioni in favore del proprio Centro e della comunità di Voskopoje”. Altro tema fortemente dibattuto in queste giornate è stato quelle delle prospettive occupazionali per i giovani artisti di entrambi i Paesi, ma al centro della riflessione è stato posto altresì il confronto tra le metodologie didattiche tra l’Italia e l’Albania e sulla loro efficienza. I giovani hanno attivamente partecipato alla discussione dalla quale si è evinto, per esempio, che la scuola degli archi in Albania riesce ad essere molto più efficace rispetto ai fiati che invece in Italia hanno una rilevante tradizione artistica. Il workshop ha offerto, quale prodotto tangibile, un concerto alla comunità di Voskopoje tenutosi nella storica Chiesa ortodossa di S. Nicola. L’evento è stato seguito dalle autorità cittadine e dal popolo con grande interesse poiché si trattava di ristabilire una tradizione culturale che si radica nel lontano 1700 quando il centro abitato contava circa 30.000 abitanti. In occasione del workshop è stato allestito un info-point nell’ambito del quale sono stati distribuiti materiali informativi (cartoline e brochure) prodotti dal progetto SKAI. Nel corso di un incontro conclusivo e di bilancio, tenutosi il 24 agosto, il Sindaco dell’accogliente cittadina di Voskopoje ha ringraziato il progetto SKAI e il Centro Cultura e Sviluppo di Tirana per aver scelto la loro comunità come luogo ideale per lo svolgimento degli incontri e, pertanto, ha auspicato che l’attività possa ripetersi in futuro anche con la formulazione di un pacchetto turistico-culturale adeguato alle necessità del territorio. Alla riunione ufficiale tenutosi presso la sede municipale erano presenti il Prof. Pjeter Guralumi – docente di musica da camera all’Accademia delle Arti di Tirana e Project manager dell’Associazione “Miqte e Muzikes” di Tirana quale partner operativo di progetto e il Prof. Antonio Tinelli – docente di clarinetto al Conservatorio Statale di Musica “E.R. Duni” di Matera. Tra gli altri erano presenti musicisti italiani ed albanesi, liceali provenienti dalla città di Korca, due docenti albanesi, un documentarista di Napoli nonché un archeologo e un economista, entrambi di Tirana. “I risultati di questa attività radiografano il rapporto sui bisogni e sulle specificità territoriali individuate, puntando alla creazione di una banca dati sui soggetti interessati alle attività del Centro Cultura & Sviluppo e alla concreta attivazione di contatti e interazioni tra giovani italiani ed albanesi. Tutto ciò con lo scopo di programmare modelli operativi che potranno avere sostenibilità futura dopo la chiusura del progetto SKAI. Tra l’altro un risultato inconfutabile è rappresentato dalla presenza attiva al workshop di giovani musicisti provenienti dall’Italia (Putignano, Castellaneta e Grumo Appula) e dall’Albania (Titìrana, Fier, Durazzo) che hanno autonomamente sostenuto tutte le proprie spese pur di partecipare all’iniziativa organizzata”. Con queste parole il prof. Tinelli, particolarmente soddisfatto, ha sintetizzato l’iniziativa, dichiarando essere stata davvero positiva. Il primo cittadino albanese e il direttore della locale scuola primaria hanno voluto manifestare che per la prima volta la comunità è stata ben contenta di poter assistere ad un concerto di musica classica prevista come esibizione conclusiva del workshop. Sono queste le azioni che hanno stimolano la gente semplice, i bambini che in occasione di questo ultimo appuntamento, hanno partecipato all’evento con entusiasmo e riscoprendo il vero senso dell’essere una comunità, quasi in festa, e conscia delle proprie grandi potenzialità. Erano inoltre presenti all’evento finale del workshop giornalisti di Tirana e l’onorevole Arben Malaj che si sono mostrati molto interessati alle finalità e obiettivi del progetto SKAI. In definitiva il dato concreto prodotto da questo “pensatoio/laboratorio” è stato la costituzione di tre gruppi musicali misti italo-albanesi con prospettive di riproposizione futura delle produzioni concertate in ambiti differenti e soprattutto extra progettuali. Così i giovani hanno avuto modo di confrontarsi, tracciare discrasie e punti d’incontro, ma soprattutto predisporsi per progettualità comuni nell’intento anche di una seria valorizzazione del proprio tessuto sociale in chiave turistica e artistico-culturale. Francesco Pepe Responsabile Comunicazione e Rapporti con i media – PROGETTO SKAI
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